MAN IN BLACK 3, METAFISICA A PRIORI E VIAGGI NEL TEMPO

7114_2Molti filosofi hanno sostenuto che affermazioni del tipo “è impossibile viaggiare nel passato e uccidere il proprio nonno prima che concepisca nostro padre” siano vere a priori. Che cosa significa a priori? Molto semplice: vere in virtù del solo loro significato, senza guardare come è fatto il mondo.

L’altra sera ho visto in TV il divertente film Man in black 3. D’acchito sembra una pellicola dove non viene rispettato il “sacro” principio dell’impossibilità di uccidere il proprio nonno. Infatti il mitico agente K sparisce come se fosse stato ammazzato 40 anni prima. Dopo un po’ si capisce però che l’agente J, attraverso una frattura temporale, è passato in un latro mondo. Questo era evidente fin da quando l’agente J aveva in continuazione bisogno di bere latte e cioccolata!

I man in black tengono a bada sulla terra la marea di mostriciattoli extraterrestri che la abitano, evitando che gli umani normali se ne accorgano. Il mitico K aveva imprigionato 40 anni or sono un feroce boglodita, che però, liberatosi, era tornato indietro nel tempo ed era andato a modificare l’incontro con K nel passato, uccidendolo.

Come è possibile? direbbe David Lewis, nel suo celebre articolo sui viaggi nel tempo, visto che quello di Boris il boglodita non è un viaggio nel tempo “consistente”. Infatti il viaggiatore nel tempo dovrebbe essere già presente nel passato e non andare a modificarlo. La consistenza dei viaggi nel tempo sarebbe un principio metafisico vero a priori.

Chi è quel regista che si permette di violare un principio metafisico a priori, ancorché in un film di fantascienza?

In realtà dopo un po’ si capisce, mediante la divertente figura del freakettone alieno Griffin, che esistono tanti passati e tanti futuri, per cui semplicemente l’agente J si ritrova in un altro universo in cui il futuro è differente. Non solo nel film la’lbero dei passati e dei futuri sembra in continua possibile evoluzione. Dunque non è vero a priori che non si possa modificare il passato, poiché in un multiverso è possibile: basta modificare il passato in un altro universo.

A questa confutazione il difensore della metafisica a priori potrebbe obbiettare che il principio “non si può modificare il passato in modo inconsistente nel proprio universo” vale comunque a priori.

Vediamo un po’: che cosa significa esattamente il termine “inconsistente”? vuol dire che il quadro causale del passato e del presente devono essere armonizzati. Appunto, non posso uccidere mio nonno, poiché altrimenti non ci sarei e quindi non potrei neanche fare il viaggio nel tempo.

Come si fa a stabilire se un quadro causale fra passato e presente è coerente o meno? Lo si potrebbe fare solo se i nessi causali fra passato e presente fossero tutti determinati. Dunque dovremmo trovarci in un universo che è e non accade. L’universo sarebbe un unico blocco dall’inizio dei tempi fino alla fine dei tempi.

Alcuni sostengono che le nostre teorie fisiche – soprattutto la relatività ristretta – suggeriscono proprio che siamo in questa situazione. Questa tesi viene spesso chiamata “eternalismo” e non è vera a priori, ma motivata su base empirica.

Allora la verità a priori sarebbe: “se vale l’eternalismo, non si può modificare il passato in modo inconsistente nel proprio universo.”

D’altra parte le nostre migliori teorie fisiche – e in particolare la meccanica quantistica – ci suggeriscono anche che viviamo in un universo indeterministico.

Non mi è chiaro se eternalismo e indeterminismo siano tesi metafisiche conciliabili. Di certo, però, in un universo blocco indeterministico il principio di consistenza dei viaggi nel tempo di Lewis non vale, poiché il blocco non è bloccato, visto che non vale il determinismo. L’universo varia, ovviamente non nel tempo, poiché il tempo fa parte del blocco, varia negli incroci fra i diversi passati e i diversi futuri a ogni istante, in una dimensione cinetica non temporale.

Arriviamo alla conclusione che il principio della consistenza dei viaggi nel tempo nel nostro universo, stando alle nostre migliori teorie fisiche interpretate in modo audace e realistico non vale.

Forse Man in black 3 in modo preterintenzionale è più realistico di tanta cattiva metafisica a priori!

Vincenzo Fano

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