L’ERA DELLA DISINFORMAZIONE

bufalaIn un recente saggio apparso su Le scienze si afferma che i social media avrebbero creato una vera e propria epoca della disinformazione. In effetti si nota che i siti zeppi di informazioni complottiste e cospirazioniste sono frequentati tre volte tanto rispetto a quelli seri. Affermazioni tipo che gli USA avrebbero creato l’AIDS per controllare gli africani, o che le scie chimiche sono la causa del riscaldamento globale si diffondono con estrema facilità attraverso i social network.

Non solo, l’effetto dei cosiddetti troll è spesso quello di ampliare tale consenso. Infatti i siti che appositamente propalano affermazioni assurde, come che le scie chimiche sarebbero state arricchite di viagra dagli americani, o che una società segreta vuole abolire il secondo principio della termodinamica, sono altrettanto pervasive. Cioè i cospirazionisti, malgrado l’esagerazione, condividono e commentano anche queste pagine.

Per questa ragione Walter Quattrociocchi – ricercatore all’IMT alti studi di Lucca – ha parlato di una vera e propria “epoca della disinformazione”.

Ancora più inquietante è il fatto che in rete si creano le cosiddette “casse di risonanza”, all’interno delle quali enormi quantità di persone si rafforzano nelle loro opinioni assurde, frequentandosi (virtualmente) fra loro, condividendo informazioni deliranti e così via.

Si può fare qualcosa per arginare il fenomeno? Il gruppo di lavoro guidato da Quatrociocchi ha pubblicato due studi, uno realizzato in Italia e l’altro negli USA, che dimostrerebbero come di fatto esponendo a informazioni serie le persone sensibili al complottismo addirittura aumenterebbe la loro fedeltà a tali opinioni folli. Questo risultato è veramente inquietante, anche se non ha scoraggiato il nostro debunker, o scopritore di bufale, più noto, cioè Paolo Attivissimo.

Leggendo queste analisi mi è venuto in mente un vecchio post di Buttonwood, comparso sull’Economist, che denunciava la sorprendente ignoranza economico-finanziaria degli americani. Circa il 50% dei cittadini USA sopra i 50 anni non sa rispondere correttamente alla domanda se 100 dollari messi da parte per 5 anni all’interesse del 2% all’anno producono più o meno di 110 dollari. Ovviamente di più, a causa dell’interesse composto. L’Italia non è da meno, se è vero che quasi il 50% dei nostri concittadini è tendenzialmente analfabeta funzionale, cioè poco capace di capire un testo e ragionare matematicamente.

Ci sono studi che mostrano come una maggiore alfabetizzazione a livello di scuola secondaria non risolverebbe il problema della diseducazione finanziaria. E’ probabile comunque che una buona formazione diminuirebbe almeno un poco questo fenomeno di frequentazione di siti di disinformazione. Anche se non è detto che l’effetto sarebbe molto significativo.

E’ chiaro che immaginare cause semplici dei gravi disagi cui andiamo incontro è emotivamente rassicurante, per cui la diffusione di tali idee non sembra essere tanto un problema di capacità analitiche che mancano, ma piuttosto una questione di intelligenza emotiva dei cittadini

Concludo notando che i dati proposti da Quattrociocchi riguardo agli effetti dell’esposizione dei complottasti al debunking non sono del tutto convincenti. Gli studiosi, infatti, hanno considerato coloro, fra i cospirazionisti, che frequentano e intervengono in siti scientificamente seri, come un campione rappresentativo di complottasti esposti al debunking. E il risultato è stato che costoro hanno una fedeltà maggiore alle loro tesi rispetto alla media. Tuttavia tale campione potrebbe essere biased dal fatto che i complottisti che vanno a leggere e commentare i siti seri sono particolarmente accaniti nelle loro convinzioni, tanto da voler fare proseliti fra le persone appartenenti all’altro gruppo, cioè quello di coloro che non frequentano i siti cospirazionisti.

Tutta la questione merita ricerche ulteriori e richiede la nostra attenzione. L’uomo medio da sempre si è fatto manipolare e turlupinare, dalle chiese, dai nobili, dai padroni ecc. Nel secolo XX una risposta molto di moda a questo fenomeno millenario è stata quella del tardo Marx e soprattutto di Lenin e Gramsci, secondo cui un’avanguardia di intellettuali “santi” avrebbe dovuto condurre le masse verso una società nuova e un uomo libero. Abbiamo visto i disastri che questa idea ha portato con sé. Ai presunti santi si sono avvicendati quasi sempre feroci assassini, oppure essi stessi erano già dei folli sanguinari. Molto più ragionevole sembra essere la modesta proposta illuminista di favorire la consapevolezza delle persone, migliorando le loro capacità razionali e diffondendo la literacy e la numeracy. E’ chiaro che questo non basterà, ma probabilmente non si può fare molto di più che studiare a fondo con metodi empirici quale sia il modo migliore di incrementare la ragionevolezza dei cittadini.

VF

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