LE CIVILTA’ INVECCHIANO?

Egypt.Giza.Sphinx.02Tra il 1918 e il 1922 Oswald Spengler scrisse Il tramonto dell’Occidente, che ebbe un immenso successo di pubblico e ancora oggi viene spesso citata. In quest’opera l’Autore stabilisce un’analogia fra le civiltà e gli esseri viventi, che nascono, si sviluppano, arrivano a maturità, decadono e muoiono.

In effetti questo è successo per la civiltà egizia, per quella babilonese, araba, greco-romana, maya e starebbe succedendo anche per la nostra civiltà occidentale.

La suggestione è forte e la sensazione che la tesi di Spengler sia empiricamente confermata è notevole.

In realtà non bisogna farsi ingannare dalla fallacia dello scommettitore, che è nascosta in questo tipo di ragionamenti. Vediamo meglio di che cosa si si tratta.

Sappiamo che la probabilità che esca 67 su una ruota non truccata di 99 numeri in una singola estrazione di una pallina è 1 su 99. Alla lunga su 1 milione di estrazioni il 67 uscirà circa 10.101 volte, cioè un milione diviso per 99. Ipotizziamo che dopo 990mila estrazioni il 67 non sia quasi mai uscito. Verrebbe da dire che allora nelle prossime 10.000 estrazioni uscirà sempre. No. Il fatto che in media il 67 esca 1 volta su 99 non implica questo, per il semplice fatto che la ruota NON HA MEMORIA delle 990mila estrazioni precedenti.

Che cosa c’entra questo con Spengler?

Consideriamo la differenza fra l’uomo che, a partire da circa 50 anni, aumenta costantemente la sua probabilità di morire entro l’anno successivo e un atomo di Berillio 11 che ogni 14 secondi ha il 50% di probabilità di decadere. Attenzione non è vero che un atomo di Berillio se non è decaduto per 1000 anni abbia aumentato la sua probabilità di decadere. Esso ha sempre il 50% di decadere nei successivi 14 secondi. E’ chiaro però che se prepariamo del Berillio 11 dopo 1000 anni ce ne sarà rimasto ben poco. Anche di uomini, purtroppo dopo 1000 anni ce ne sono rimasti ben pochi. Ma la differenza fondamentale fra gli uomini e gli atomi di Berillio è che per ogni intervallo di tempo per i primi la probabilità di morire cambia, mentre per i secondi è sempre la stessa.

Torniamo alle civiltà.

La domanda è: le civiltà sono come gli atomi di Berillio 11 o come gli uomini? Cioè la loro probabilità di sparire è sempre uguale e quindi comunque dopo molti secoli in media non ci sono più, oppure essa aumenta con il passare del tempo, come quella degli organismi viventi dopo una certa età?

Non conosco bene il libro di Spengler e non so se egli abbia o meno portato argomenti a favore della tesi che le civiltà, come gli esseri viventi, aumentino la loro probabilità di sparire con il crescere della loro età, oppure sono come il Berillio, cioè hanno per ogni periodo di tempo una certa probabilità di sparire sempre uguale e quindi comunque più che tanto longeve non sono.

Per concludere, per confermare la tesi di Spengler, non basta notare che le civiltà in media spariscono dopo qualche secolo. Occorre mostrare che col passare del tempo effettivamente invecchiano e hanno maggiore probabilità di scomparire negli anni successivi.

Vincenzo Fano

 

 

1 commento
  1. Pietro Bondanini
    Pietro Bondanini dice:

    “Ipotizziamo che dopo 990mila estrazioni il 67 non sia quasi mai uscito. Verrebbe da dire che allora nelle prossime 10.000 estrazioni uscirà sempre. No. Il fatto che in media il 67 esca 1 volta su 99 non implica questo, per il semplice fatto che la ruota NON HA MEMORIA delle 990mila estrazioni precedenti”.

    Se la civiltà fosse una ruota non ci sarebbe dubbio che il ragionamento stia sul filo della logica.
    Ma la civiltà è una ruota?
    Al dire di Giambattista Vico, coi corsi e ricorsi storici, sembrerebbe di sì, come anche per la fisica classica, al dire di Ilya Prigogine, il futuro e il passato giocano lo stesso ruolo: tutto procede in modo predeterminato e, come in termodinamica, tutto va verso la morte termica.
    A pensar bene, prima di esaminare il problema sotto il profilo causale o probabilistico occorre chiederci quali civiltà siano ancora vitali per porcelo e soprattutto quale sia il modo per considerarle tali.
    Ecco, nel post, si fa cenno alla civiltà occidentale, ma mi chiedo è questa è una civiltà?
    La civiltà affiora dalla storia e accarezza tutti i popoli. La civiltà è un concetto astratto che non sussiste senza una collocazione culturale rintracciabile nella memoria col concorso della ragione.
    La concretezza di un popolo affiora dall’insieme di persone che lo compongono e la civiltà ne esprime le sue peculiarità. Anche il popolo è un concetto astratto, se, attraverso un connotato comune, le persone che lo compongono non hanno un’identità.
    Non aggiungo altro.
    Alcuni giorni fa ho letto questo interessante articolo che sottopongo all’attenzione di chi legge perché sia considerato vero che la realtà antropologica nasca dalla storia come insieme di eventi emanati dallo spirito e dalla creatività umana.
    http://www.glistatigenerali.com/filosofia_medio-oriente/il-suicidio-intellettuale-musulmano-alla-base-dellattuale-crisi-islamica/

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