IL PUZZLE E I FILOSOFI

23463315-frustrazione-umano-3d-e-un-pezzo-di-puzzle-mancante-archivio-fotograficoGigi è un bimbo sfortunato. Suo padre Carlo è un filosofo analitico e sua madre Marina è una filosofa continentale. A Gigi piacciono i puzzle. Gigi ha 6 anni e a scuola sa già completare in pochi minuti un puzzle raffigurante Ironman di 100 pezzi in pochi minuti. Tra pochi giorni è il compleanno di Gigi.

“Papà mi compri un puzzle come regalo di compleanno?”

“No figliolo, non posso.”

“Ma perché, papà, ti prego.”

“Perché è impossibile completare un puzzle.”

“Ma dai, come impossibile? Ieri ho finito Ironman da 100 pezzi in 15 minuti!”

“Ci sei riuscito, ma non esiste un buon metodo per farlo.”

“Come, io sono il più bravo della classe: il mio metodo è il migliore.”

Carlo si atteggia con calma e cerca di spiegare con pazienza paterna al figlio.

“Vedi Gigi: come fai? Per primo quale pezzo del puzzle scegli?”

“Ne prendo due che sono vicini secondo la figura.”

“Ma con ogni probabilità non si incastrano.”

“Cerco uno dell’orlo di quella zona, così è più semplice.”

“Va bene, ma poi, come fai ad andare avanti? Non hai un metodo chiaro, non sai da dove partire, quale è il fondamento e la giustificazione dei tuoi procedimenti?”

Gigi vede che suo padre si sta spazientendo. Quasi piangendo, dice:

“Ma papà non so bene, però io ci riesco.”

Nel frattempo Carlo si è ricomposto e assume nuovamente la posa della sua saggezza paterna.

“Senti, se non abbiamo un metodo chiaro per fare il puzzle, non possiamo comprarlo, è diseducativo. Quindi scegliamo un altro regalo. Per esempio Il paroliere, che è più istruttivo.”

Gigi resta con le lacrime agli occhi. In quel momento entra Marina con piglio un po’ polemico. Aveva seguito il dialogo fra padre e figlio.

“Sei il solito Carlo. Non capisci come funziona la vita! Nostro figlio ha un’intuizione speciale per fare i puzzle, che lo rende il migliore della classe. Lui non ha bisogno di metodi analitici per farli. Segue la sua intuizione, il suo sguardo di insieme. In un certo senso ha un insight, una visione gestaltica. Il metodo è olistico e non atomistico.”

Gigi si rende conto che sta per esplodere un ennesimo litigio fra i genitori ed è molto spaventato. Non gli piace quando discutono. E allora dice:

“Sentite, è molto semplice, per fare i puzzle non ci vuole né il metodo del babbo, né l’intuizione della mamma. È molto più facile: basta iniziare, farsi un’idea, provare e poi cambiarla a seconda dei risultati che si ottengono. Comunque mi avete stufato e il puzzle me lo compro con i miei soldi!”.

VF

1 commento
  1. Pietro Bondanini
    Pietro Bondanini dice:

    La vanità dei metodi e la sostanza delle decisioni. Carlo ha la fisima razionalistica di chi lavora sporco ma con le mani pulite (mi ricorda un ministro che imperversava negli anni novanta), Marina, invece manda allo sbaraglio il figlio in un’impresa che costringerà la famiglia a mangiare in cucina per un mese perché il tavolo del tinello sarà ricoperto dalle tessere del puzzle (e qui vedo un’altra ministra famosa per conciliare le riforme con l’imprevidibilità del loro costo) ed infine lo sfortunato Gigi che si gioca le capacità con un successo già conseguito (e qui mi viene in mente un altro uomo politico,.Lascio ad altri immaginarlo). Scrivo questo commento perché non riesco a percepire la sfortuna di Gigi. Forse quella di appartenere ad una famiglia sui limiti della normalità? Il problema vero è stabilire chi dei tre è “ragionevole”.

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