CONOSCERE IL MONDO PER MODIFICARLO

nurAveva ragione Quine, quando sosteneva che la Filosofia deve essere un’attività specialistica fra le tante senza particolare impatto sul nostro vissuto, oppure Dewey che lamentava come la Filosofia stesse diventando troppo accademica e irrilevante per il pubblico? Questa la domanda a cui provano a rispondere due filosofi dell’Università del North Texas. E il problema non riguarda solo la filosofia, ma l’intero ambito delle humanities, poiché, fra l’altro, come hanno stimato Biswas e Kirchherr in uno studio del 2015, il 95% degli articoli pubblicati con il sistema peer review nel settore umanistico probabilmente non viene letto da nessuno.

Secondo Frodeman e Briggle ha ragione Dewey, ovvero la filosofia è per tutti, poiché un cittadino è disposto a destinare una parte del proprio reddito per mantenere uno studioso solo se il primo è in grado di interagire almeno indirettamente con l’attività di ricerca del secondo. Quindi o la filosofia è un hobby, oppure, se vuole essere accademica, deve anche essere militante. Oggi i filosofi troppo spesso rispondono a problemi posti da altri filosofi, esaminando questioni che interessano solo ai filosofi. In una società in cui esistono macchine teleguidate in grado di uccidere le persone, una diffusione capillare dei sistemi digitali che mettono in discussione la nostra privacy e influenzano la nostra maniera di interagire con la realtà, i social che modificano il nostro modo di essere amici, la filosofia può giocare un ruolo decisivo nel dibattito pubblico. Insomma i due autori auspicano una filosofia che sia anche per la società dell’Information Technology.

Questo richiede però che i filosofi scendano in “campo”, cioè che vadano a lavorare nei dipartimenti di chimica ed ingegneria, che si pongano in una prospettiva interdisciplinare in dialogo con le scienze e le tecniche, capace di interagire con i cittadini.

Una conseguenza importante di tale prospettiva è che il mestiere del filosofo non sarebbe solo quello del ricercatore e dell’insegnante, ma anche quello di chi media fra le complesse conoscenze scientifico-tecniche e le scelte di policy delle istituzioni e dei diversi attori sociali.

In altre parole, parafrasando Marx, non solo interpretare il mondo, né solo mutarlo, ma conoscerlo per modificarlo.

Frodeman, A. Briggle, Socrates tenured. The institution of 21st century philosophy, Rowman, Littlefield, London 2016.

VF

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